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Biella (BI): 32^ Biella-Piedicavallo

Piemonte - Primapagina

Biella_Piedicavallo_2012La vera notizia è che questa gara è tornata, dopo 10 anni di assenza.

Correva l’anno 2002, quando un alluvione nella valle del Cervo si portò via un pezzo di montagna e di strada, l’unica strada che conduceva a Piedicavallo. L’edizione 2002 ( sarebbe stata la 32^ !) fu ovviamente annullata alla vigilia , non è superfluo rilevare che il dispiacere per i podisti non è nemmeno lontanamente confrontabile con l’immenso danno economico ed ambientale subito dalla valle e da chi la abitava. 

Da allora i nostalgici (lo confesso, sono uno di questi) hanno sperato che qualcuno un giorno raccogliesse il testimone e proseguisse la tradizione. Le cose , si sa, talvolta accadono anche un po’ per caso, anche se non può mai essere solo per questo.

Succede che Claudio Piana (organizzatore di diverse gare locali, come la Biella-Oropa, la mezza di Biella, il giro di Pettinengo) un giorno accompagna in bicicletta Marzena Michalska, in uno dei suoi allenamenti; si trovano in tutt’altra zona rispetto al tragitto della Biella-Piedicavallo, però di questa gara stanno parlando , di quello che è stato e di quello che potrebbe tornare ad essere. Su questa strada, ovviamente scelta proprio per questo motivo, passano pochissime macchine, quando una si ferma e l’automobilista chiede un’indicazione : dove devo andare per Piedicavallo! Viene immediatamente interpretato come un segno del destino e si rimette in piedi la storica Biella-Piedicavallo. 

Ci siamo ritrovati in 250, tanti o pochi in fondo non importa molto, si voleva ripartire e così è stato.

Un’occasione come questa andava vissuta e raccontata come merita, ed ecco che ci ritroviamo addirittura in due di Podisti.Net, io e il collega Rodolfo Lollini, a cui passo volentieri la…. tastiera.

Gara ben organizzata. E’ una “prima”, ma con l’esperienza del team di Piana non vi erano dubbi sarebbe stato come correre una competizione ben rodata e che non ha sofferto la “ruggine” dopo 10 anni di fermo. Partenza dalla “solita piazza” centrale di Biella, con comodo parcheggio attiguo. Causa un mercatino, si va in senso opposto rispetto alla Biella-Oropa. Primi due km che concedono anche una bella discesa ed alte velocità, poi sarà salita. Oltre diciannove km, con qualche falsopiano per tirare il fiato ed una percentuale media del 3% La strada non è chiusa al traffico ma gli automobilisti, molti sono amici dei corridori, educatissimi. I ristori con gli alpini ed altri volontari forniscono bottigliette che vengono consegnate al volo. Duri gli ultimi duemila metri. Oltre 6% di dislivello medio. Il rettilineo finale è in piedi e rammentiamo volentieri le parole di un vincitore dei primi anni, l’azzurro Franco Ambrosioni, che ci confessava avesse impiegato tre edizioni per interpretare al meglio questa corsa.

Complimenti ai vincitori, Gabriele Abate (Orecchiella), campione di corsa in montagna che arriva in solitario precedendo Salah Ouyat (ASD Circuito Running) di un giro di lancette e Francesco Bianco (Atl. Palzola) di tre minuti. Ancora più netto il successo di Marzena Michalska (Fiamme Oro), decima assoluta,  con circa sette minuti di distacco sulla seconda classificata Viviana Vellati (Atl. Candelo); terza Isabella Labonia (Atl. Presezzo). Tempi finali simili ad una mezza maratona, perché se da un lato la distanza concede 1,8 km di sconto, il dislivello positivo è di oltre 600m. Per tutti i dettagli trovate la classifica completa nella nostra apposita rubrica.

Dopo l’arrivo, in un fazzoletto, c’è tutto: consegna borse, un tendone per cambiarsi al coperto, ristoro con alcune delicatezze dolci e salate ed anche una buonissima birra locale, nonché un utile pacco gara. Ci sarebbe anche il pasta party, che con un supplemento di 10 diventa un pranzo festivo, ma dobbiamo scappare senza nemmeno il tempo di usufruire del bus navetta messo a disposizione dall’organizzazione. Facciamo autostop e nemmeno il tempo di mettere fuori il dito pollice, ecco che Mauro Ghirardello e Efrem Braga del AS Gaglianico, ci ospitano sulla loro vettura insieme a Fabio Lovisetto dell’Atletica Candelo . Gentilissimi!

Lascio la chiusura a Lorenzini: vuole sempre avere l’ultima parola… 

…..torno io.

Il percorso è sempre lo stesso, una salita di quelle definite “corribili” , ovvero quelle che ti fregano, perché la pendenza è abbordabile, ti pare di non fare fatica e spingi, spingi, ma quando si accende la spia della riserva è tardi.

Non sono d’accordo, tanto per cambiare, col collega Lollini, i tempi possono essere simili a quelli della mezza, ma a condizione di avere un minimo di abitudine a correre in salita, altrimenti qui ci si mette qualche minuto in più. 

Arrivo piuttosto provato, impietosamente lo speaker, e organizzatore, tenta immediatamente un’improbabile intervista, non ce la posso fare, ci diamo l’appuntamento a dopo. Non avrò una seconda possibilità, poco male.

Quando sono arrivati poco più della metà dei partecipanti comincia a piovere, neanche poco, una disdetta oppure una benedizione dall’alto?

Per quanto mi riguarda la seconda ipotesi e dico arrivederci al 2013.

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Ultimo aggiornamento (Martedì 27 Marzo 2012 12:59)

 
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