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Annalisa Minetti - Obiettivo Mondiale

Rubriche - Interviste

Minetti Annalisa Giocondi Andrea 371x495Complice i festeggiamenti per il Centenario di Solvay Italia, a cui partecipa come ospite d’onore, riusciamo in un momento di calma ad intercettare Annalisa Minetti, pronti a strappare qualche veloce dichiarazione per Podisti.net, ma non sarà così.

Capito che si vuol parlare di corsa, Annalisa è un fiume in piena. Le domande non servono, basta buttare una parola e poi annotarsi la sua lunga ed entusiastica dichiarazione d’amore per questo sport, scoperto solo un paio di anni fa e che l’ha già portata al titolo italiano sugli 800 metri ed a un podio Paraolimpico sui 1500 a Londra.

Come hai cominciato? “Facevo jogging giusto per non ingrassare, anche se si capiva che correvo facile”, debutta la Minetti. “Un giorno io e mio marito decidiamo di partecipare ad una gara in provincia di Salerno (ndr: la “Podistica di San Lorenzo” a Cava dei Tirreni, il 28 Settembre 2010). Faccio un buon tempo, mi sembra 34 minuti su 8 chilometri abbondanti con tanti saliscendi e Renato Agostinoni m’invita a Roma al Centro della Guardia di Finanza a provare sui 1500 m. Solo un chilometro e mezzo? Sarà una passeggiata, penso e vado giù spavalda, salvo prendermi una durissima lezione perché dopo tre giri sono morta, acido lattico fin sopra le orecchie. Chiudo bastonata e distrutta anche se mi dicono che con 5e16 sono già al Minimo A. Peccato che non sapessi nemmeno cosa fosse questo benedetto Minimo A. Già intenzionata a chiudere sul posto la mia esperienza con l’atletica agonistica Renato mi conferma che si tratta di un tempo buonissimo ma mi dice anche che arrivare ai vertici non sarebbe stato per niente facile. Solo che per me, che sono un testardo Capricorno, è stato come gettare un guanto di sfida che ho raccolto immediatamente”.

E allora giù con allenamenti giornalieri, anche bigiornalieri, al mitico campo milanese del XXV Aprile oppure a Pero, dove posso sviluppare la percettività per evitare radici ed altre imperfezioni della pista… Devo ringraziare il mio coach Marco La Rosa, per i suoi preziosi consigli ed i continui incoraggiamenti. Gli allenamenti duri mi piacciono, meno le ripetute sul medio, tipo cinque 1000 a 3e30. Lì mi annoio, preferisco quelle belle tirate, vicino ai 3 al chilometro.

La velocità mi piace, infatti sono stata costretta a correre i 1500 solo perché gli 800 non erano nel programma olimpico.

A Londra? “Ero tesissima. Mi sono pure mangiata un “buondì”, che poi ho sentito tutta la gara, poco prima della partenza. Fortunatamente con l’entrata in pista è passato tutto. Bronzo, ma solo perché ho corso insieme ad un'altra categoria, le ipovedenti, con due avversarie che avevano dieci anni e dieci chili meno della sottoscritta. Altrimenti sarebbe stato un oro, come dimostrato del record mondiale che ho ottenuto (4’48”). In realtà potevo anche fare di più, ma visto che non sarei riuscita a guadagnare una posizione e che in queste occasioni non si corre col cronometro, Andrea Giocondi (ndr: l’atleta che corre le gare con Lei), mi ha tenuto tranquilla nei primi 1000 metri.

Prossimi obiettivi? Secondo Marco, agli indoor di Ancona, dove disputerò sia i 400 che gli 800, posso fare 2’22”, eguagliando il mio tempo all’aperto. Al Mondiale in Francia, a Luglio, vorrei scendere a 2’19” sulla pista grande. In quell’occasione speriamo che le categorie non siano accorpate come ai giochi olimpici. So che il presidente Pancalli ci sta lavorando sopra.

Insomma Annalisa, sei passata dai successi di Miss Italia e Sanremo al podio olimpico, ma cosa Ti da più soddisfazione? Non c’è paragone, di certo la corsa. Perché nella musica, che pure mi emoziona tanto, ho avuto un dono di natura, mentre in atletica il successo te lo devi conquistare col duro lavoro quotidiano.

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Ultimo aggiornamento (Giovedì 29 Novembre 2012 11:31)

 
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